Il malassorbimento nel cane consiste in una mancata assimilazione dei nutrienti introdotti con l’alimentazione che nel corso del tempo porta a debilitazione dell’animale. Le cause possono essere legate a cattiva digestione (carenza di enzimi digestivi), o ad alterazione della mucosa intestinale, che provoca problematiche nello step successivo, ovvero quello dell’assorbimento delle sostanze nutritive (acidi grassi, amminoacidi, zuccheri).
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Cause del malassorbimento nel cane
Adesso elencheremo tutte le cause che possono essere legate al fenomeno del malassorbimento nel cane.
Alterazione nella DIGESTIONE :
● insufficienza pancreatica esocrina
● colestasi epatica (problematiche legate al corretto svuotamento della cistifellea).
Alterazione dell’ ASSORBIMENTO :
● Atrofia dei villi intestinali: provoca perdita di superficie con conseguente comparsa della sindrome da malassorbimento nel cane. Questa può essere legata a malattie infettive virali come rotavirus, coronavirus o parvovirus, che lesionano la mucosa intestinale provocando forti scariche di diarrea, oppure può essere legata ad intolleranze alimentari al frumento, proprio con lo stesso meccanismo della celiachia nell’uomo. In quest’ultimo caso c’è da tenere in considerazione una forte predisposizione genetica nel Setter Irlandese. Gli animali che da giovani sono stati affetti da tali patologie in forme gravi, possono risentire anche da adulti, di malassorbimento, legato alla presenza di villi intestinali ridotti di dimensioni e non funzionanti.
● Parassitosi intestinale da: Coccidi, Cryptosporidium, Giardia, ascaridi o tenie, che determina uno scarso accrescimento soprattutto nei cuccioli (cane e gatto), a causa di meccanismi differenti e specifici per ciascun parassita. Sappiamo che gli ascaridi sono vermi presenti nella maggior parte dei cuccioli, ma anche gli adulti possono reinfestarsi periodicamente. Questo si verifica soprattutto durante i periodi più caldi dell’anno, andando incontro a perdita di peso importante e mantello scadente, a causa della diarrea , e al fatto che questi vermi assorbono buona parte delle sostanze nutritive intestinali.

● Fenomeni di iperproliferazione batterica dell’intestino tenue (SIBO): normalmente la popolazione microbica dell’apparato digerente viene controllata da numerosi meccanismi. Una iperproliferazione batterica può essere indice di disordine intestinale. Le cause possono essere: ostruzione parziale dell’intestino, ipermotilità (come nell’ ipertiroidismo), alterata produzione di enzimi digestivi , assunzione di sostanze nocive o irritanti, mancata regolarità intestinale (stipsi).
● Malattia intestinale infiammatoria idiopatica o IBD: idiopatico è un termine per descrivere una patologia di cui non si conoscono le cause. Ovviamente prima di fare diagnosi di IBD occorre escludere tutte le altre cause sottostanti. Le forme di IBD sono varie, la più frequente è l’enterite linfoplasmacellulare. Poi abbiamo la gastroenterite eosinofilica, e l’enterite granulomatosa chiamata erroneamente morbo di Crohn nel cane, perché simile allo stesso morbo nell’uomo. Anche se l’origine di tale malattia idiopatica non è molto chiara, ad oggi si ritiene che il fenomeno sia di natura immunitaria.
● Linfangectasia : caratterizzata da disfunzione e dilatazione dei vasi linfatici intestinali, che perdono la capacità di assorbimento delle sostanze nutritive. Può essere un disordine
primario/congenito con segni clinici presenti dalla nascita, oppure secondario, legato ad ostruzione dei linfatici intestinali o aumento della pressione in questi ultimi ( processo infiammatorio o neoplastico, ostruzione dotto toracico o insufficienza cardiaca destra).
● Neoplasia intestinale: linfoma alimentare, adenocarcinoma, mastocitoma e leiomioma.
● Sindrome dell‘intestino corto, a causa di intervento chirurgico con resezione intestinale, o patologia congenita.
● Patologie congenite idiopatiche, inspiegabili scientificamente, per cui si verifica un difetto nell’assorbimento ileale. Le razze da tenere in considerazione sono Schnauzer gigante, Collie e Beagle.
Sintomi e segni clinici del malassorbimento nel cane
Le manifestazioni cliniche del malassorbimento nei nostri amici a quattro zampe sono generalmente diarrea, perdita del peso corporeo e alterazioni dell’appetito.
Gli animali affetti da tale patologia si presentano spesso in salute, vivaci e con buon appetito, anche se il loro peso tende a calare ogni giorno di più. La fame intensa è legata alla carenza di sostanze nutritive, e si manifesta anche con coprofagia (assunzione di feci proprie o di altri animali). Il paziente risulta essere particolarmente abbattuto e depresso soltanto quando è alquanto malnutrito o sviluppa ipoprotidemia a causa dell’avanzare della malattia. Soltanto nei casi di neoplasia o di forti forme infiammatorie si può arrivare ad un rifiuto del cibo. Un altro sintomo è quello dei borborigmi intestinali e della flatulenza, ovvero brontolii provocati dalla presenza di gas nel lume dell’organo. Quest’ultima è associata alla fermentazione batterica che in questi soggetti diarroici è spesso presente a causa di alterati equilibri della flora microbica intestinale.
Parliamo invece della diarrea, che assume caratteristiche specifiche. Nelle forme di malassorbimento nel cane in genere si parla di diarrea osmotica, in quanto le sostanze nutritive che permangono nel lume intestinale richiamano acqua, e vengono eliminate come tali. Nella maggior parte dei casi compaiono feci gialle, abbondanti, emesse con frequenza elevata durante la giornata, di consistenza poltacea e raramente liquida. A causa dell’alto contenuto lipidico nelle feci, quando rimosse dal pavimento lasciano spesso un alone evidente. In questo caso si parla di steatorrea.

Diagnosi
Quando il nostro animale va incontro a perdita di peso a vista d’occhio, e dalla storia clinica risulta quanto detto in precedenza, il veterinario inizierà ad effettuare una serie di analisi, prima semplici e generiche, e poi più approfondite. Gli esami routinari che permettono di escludere molte cause sono: biochimico clinico, emocromo, esame delle urine, coprologico, esami di funzionalità epatica, ecografia addominale e test endocrinopatie più frequenti.
Una volta escluse molte variabili che ci permettono di capire se l’animale è affetto da una parassitosi, malattia infettiva o altro, si procede proprio con delle analisi specifiche per il malassorbimento. Queste si compongono di tre parametri, che se pur pochi, ci permettono, in base al loro aumento o diminuzione, di comprendere molte cose.
● Iniziamo dal TLI plasmatico: è un indice di funzionalità pancreatica esocrina, dato che permette di valutare la quota di tripsina prodotta da quest’organo. Più nello specifico i livelli di TLI circolanti indicano la quantità di tessuto pancreatico funzionale “sano”. Una riduzione notevole di questo valore sotto i 2.5 μg/l nel cane è considerato di significato diagnostico per l’insufficienza pancreatica esocrina. Generalmente questa forma di malattia può essere conseguenza di due eventi: ATROFIA ACINOSA PANCREATICA e PANCREATITE CRONICA. La prima è legata alla distruzione selettiva delle cellule del pancreas da parte del sistema immunitario. Colpisce generalmente animali giovani e presenta una predisposizione di razza: Pastore tedesco e Pastore scozzese sono le più soggette. La seconda si verifica soprattutto nei cani più anziani.
● La cobalamina o Vit B 12 (origine alimentare) è un’altro parametro importante. Assorbita a livello dell’ileo (terzo tratto dell’intestino tenue), grazie al fattore intrinseco prodotto dal pancreas esocrino, viene spesso utilizzata anche dai batteri per il loro metabolismo. Un dismicrobismo dato da una alterazione della parete intestinale, può essere legato alla stessa insufficienza pancreatica esocrina. In tal caso la Cobalamina potrà risultare dalle analisi
ridotta, ed è indice di iperproliferazione batterica o SIBO.
● I folati o acido folico (origine alimentare) sono gli ultimi valori da osservare. Questi vengono assorbiti soprattutto a livello del duodeno (primo tratto dell’intestino tenue). Al contrario della cobalamina i folati vengono prodotti dal metabolismo batterico, quindi in corso di dismicrobismo i folati saranno aumentati.
In base alla variazione di questi tre parametri potremo fare considerazioni diverse:
1-Se il TLI è normale, la cobalamina è ridotta e i folati aumentati ci troviamo difronte ad una iperproliferazione batterica non legata a disfunzione pancreatica.
2-Se è alterato il TLI invece ci troviamo di fronte ad una insufficienza pancreatica esocrina, anche se sarebbe più giusto fare almeno 2 analisi a distanza di tempo per confermare il valore, perchè l’attività pancreatica oscilla nel corso dei giorni. La riduzione del TLI può essere legata o meno a variazione di folati e cobalamina, dato che come già detto in precedenza, l’insufficienza pancreatica può creare un disequilibrio della flora microbica intestinale. Quindi trovare TLI ridotto, cobalamina ridotta e folati aumentati è un classico profilo da malassorbimento.
Terapia
Una volta effettuata la diagnosi di malassorbimento nel cane ciò che deve essere curata è la causa alla base di questo. In caso di insufficienza pancreatica ci si concentrerà sull’alimentazione e sulla somministrazione di alcuni enzimi a vita. Generalmente si utilizza l’estratto pancreatico essiccato, distribuito sul cibo nella dose di un cucchiaino a pasto. Nel caso in cui il deficit di cobalamina è molto elevato e non migliora con il tempo, questa può essere somministrata per via parenterale.
Malassorbimento nel cane: alimentazione
Per quanto riguarda il tipo di alimento da somministrare, si può mantenere la stessa linea di sempre. Solo se il soggetto non migliora come sperato si può cambiare la dieta, optando per alimenti a digeribilità molto elevata e con basso tenore di grassi. Limitare i lipidi infatti aiuta molto la digestione e richiede meno impegno da parte del pancreas. Se in concomitanza è presente iperproliferazione batterica si utilizzano degli antibiotici per 1-3 settimane.
Malassorbimento nel cane: rimedi naturali
L’estratto pancreatico essiccato utilizzato per la terapia orale generalmente è di origine suina o bovina. Ovviamente questo prodotto deve essere comprato in farmacia e può essere molto costoso. Un tentativo che possiamo fare a casa è quello di comprare in macelleria pancreas crudo sminuzzato di bovino o suino, nella quantità di 50-100 g a pasto per cani di peso pari a 20- 35 kg. Se la malattia procede è consigliato di consultare un medico veterinario.


